Percorso di transizione per il turismo nell’UE:
Una nuova strategia industriale[1] è stata adottata dalla Commissione il 10 marzo 2020. L’obiettivo era quello di rafforzare la competitività globale e l’autonomia strategica dell’UE, aiutando l’industria europea a guidare le trasformazioni verdi e digitali. L’aggiornamento della strategia industriale dell’UE[2] ha sottolineato la necessità di accelerare le transizioni verdi e digitali e di rafforzare la resilienza degli ecosistemi industriali dell’UE alla luce della pandemia COVID-19. Il turismo è stato uno dei settori più colpiti. Il turismo è stato uno dei settori più colpiti dalla pandemia COVID-19, il che ha reso necessario un solido piano di ripresa che affronti sia le sfide immediate che la sostenibilità a lungo termine.
Per facilitare la metamorfosi degli ecosistemi industriali, la Commissione ha suggerito la creazione di percorsi di transizione co-creati con le parti interessate (Commissione europea, 2022). L’ecosistema del turismo è stato il primo ecosistema industriale ad avviare un processo di co-creazione per stabilire un percorso di transizione, in quanto è stato il più gravemente colpito dalla pandemia e sta attualmente affrontando ostacoli significativi per raggiungere la doppia transizione (Commissione europea, 2022).
Il processo di co-creazione ha incluso una consultazione mirata delle parti interessate, che ha ricevuto risposte da quasi 200 soggetti in 24 Stati membri dell’UE, oltre che dalla Norvegia e dal Regno Unito. Per discutere e perfezionare i piani sono stati organizzati diversi workshop e incontri con esperti degli Stati membri e operatori del turismo. La Direzione generale per il Mercato interno, l’industria, l’imprenditoria e le PMI, in particolare l’unità responsabile per il turismo e il tessile, ha guidato lo sviluppo del rapporto.
Il rapporto Transition Pathway for Tourism (Commissione europea, 2022) sottolinea l’importanza di integrare le transizioni verdi e digitali per rendere il turismo più sostenibile e competitivo. Sottolinea la necessità di una mobilità sostenibile, della circolarità nei servizi turistici e di servizi turistici basati sui dati, promuovendo l’uso di strumenti e piattaforme digitali per migliorare l’esperienza dei visitatori e l’efficienza operativa. In questo rapporto, le parti interessate hanno sottolineato cinque aree prioritarie volte a rendere l’ecosistema turistico europeo più sostenibile e competitivo: ridurre le emissioni di gas serra del trasporto passeggeri; ridurre e riciclare la plastica nel turismo; ridurre al minimo i rifiuti alimentari; migliorare l’efficienza energetica degli edifici; misurare e comunicare l’impronta ambientale.
[1]https://commission.europa.eu/strategy-and-policy/priorities-2019-2024/europe-fit-digital-age/european-industrial-strategy_en
[2] https://eur-lex.europa.eu/legal-content/EN/TXT/PDF/?uri=CELEX:52021DC0350&from=EN
Obiettivo | Azioni chiave |
Ridurre le emissioni di gas serra del trasporto passeggeri | – Sviluppare e attuare piani di riduzione dei gas serra da parte delle aziende di trasporto (aereo, marittimo, terrestre). – |
Obiettivo | Azioni chiave |
Ridurre al minimo l’impatto ambientale dell’uso della plastica | – Attuare la Direttiva UE sulle plastiche monouso[1] . – |
[1] https://environment.ec.europa.eu/topics/plastics/single-use-plastics_en
Obiettivo | Azioni chiave |
Ridurre significativamente gli sprechi alimentari | – Implementare pratiche per ridurre gli sprechi alimentari alla fonte (gestione dell’inventario, controllo delle porzioni). – |
Obiettivo | Azioni chiave |
Migliorare l’efficienza energetica degli edifici turistici | – Promuovere l’iniziativa Renovation Wave[1] per raddoppiare i tassi di ristrutturazione degli edifici. – |
[1] https://energy.ec.europa.eu/topics/energy-efficiency/energy-efficient-buildings/renovation-wave_en
[2] https://ec.europa.eu/commission/presscorner/detail/en/qanda_24_1966
Obiettivo | Azioni chiave |
Standardizzare la misurazione e la rendicontazione dell’impronta ambientale | – Sviluppare indicatori standardizzati per l’impatto ambientale (emissioni di carbonio, uso dell’acqua, rifiuti, energia). |
- In primo luogo, il vantaggio competitivo verde è incrementato dall’innovazione tecnologica e dalla percezione di un ambiente di lavoro verde. (Rehman et al., 2023) Ciò comporta lo sviluppo di nuove tecnologie o il miglioramento di quelle esistenti per aumentare l’efficienza e ridurre l’impatto ambientale. Le innovazioni possono includere fonti di energia rinnovabile, tecnologie per la riduzione dei rifiuti o materiali eco-compatibili. Ne conseguono vantaggi come il risparmio sui costi, il miglioramento dell’immagine del marchio e l’aumento della fedeltà dei clienti.
- La relazione tra innovazione tecnica e vantaggio competitivo verde è favorevolmente rafforzata dalla percezione di un ambiente di lavoro verde. (Rehman et al., 2023). Una percezione positiva può aumentare il morale, attrarre talenti e migliorare la reputazione.
- Soprattutto per le PMI, che possono non avere le conoscenze del personale o i mezzi finanziari per utilizzare appieno i vantaggi delle tecnologie digitali (Dabbous et al., 2023).
- La digitalizzazione può contribuire al raggiungimento degli obiettivi di sostenibilità, ma può anche comportare un maggiore consumo di energia e altri problemi ambientali (Rosario e Dias, 2022).
- Nelle aree con un’elevata dotazione di tecnologie digitali, le tecnologie ambientali hanno un impatto più positivo, mentre nelle aree con un’elevata dotazione di tecnologie verdi, l’impatto negativo delle tecnologie digitali è meno pronunciato (Bianchini et al., 2023).
- Si ritiene che il turismo sia un fattore chiave per la crescita economica della maggior parte dei Paesi del mondo (WTTC, 2022). Alla fine, questa contraddizione pone “il paradosso della crescita”, ovvero la domanda “il turismo potrà mai essere sostenibile?”. (World Economic Forum, 2017).
